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giovedì, 19 novembre 2009
È uscito ieri al cinema New Moon, il secondo capitolo della saga di Twilight. In molti l'hanno visto subito, altri si recheranno a vederlo in questi giorni. Ecco alcuni assaggi delle impressioni da parte di chi l'ha visto.

3ad2839f5e0659b1154e0d41c6bf706fSaraP84 pone in risalto come ci sia stata un'apertura da record per New Moon: “Ieri, nel primo giorno di programmazione, sono stati superati i due milioni di euro di incasso. Le sale in cui era programmato il film complessivamente erano circa 780 e la media per schermo è risultata di 3000 euro. È uno dei migliori risultati di sempre per un primo giorno di programmazione, soprattutto considerando che si trattava di un mercoledì, e non, come avviene di norma, di un venerdì”.

b3438d429eb95e919beea64a56c14baeAlohomora ha trovato molto tenere alcune scene: “Il secondo capitolo della saga di Twilight devo ancora digerirlo, ma forse mi aspettavo di più (dato il meraviglioso e entusiasmante trailer), comunque fra qualche giorno vado a rivederlo… vedremo. Il mio problema è che non riesco a commuovermi quanto vorrei, un pochino si, ma non abbastanza da immedesimarmi fino a piangere. Devo dire che la scena in cui Bella urla mentre dorme è straziante, mentre le scene con Bella e Jacob sono dolcissime: lui è tenerissimo”.

a1f1a432a62dc33732c392637ac7e509Simpatica la descrizione della platea che fa debbygio che così commenta il film: “Ho molto apprezzato i dettagli stra-fedeli al libro. Però... Potevano farlo, che so, un'ora più lungo (saremmo andate TUTTE a vederlo lo stesso) ma rendere meglio i contenuti più profondi (ebbene si, ha ANCHE dei contenuti più profondi). E la parte dei Volturi? Naaah. Troppo corta, troppo veloce, doveva essere la parte più avvincente (almeno, questo era quello che mi aspettavo)! Forse devo vederlo un'altra volta per cogliere meglio il tutto. I momenti di tachicardia non hanno supportato molto la concentrazione ieri sera, in effetti... Uhm... sì, mi serve un'altra visione più obiettiva. Aspetto il dvd o torno al cinema?”.

a3ca4be4ba6e4f4394b9a2b7f959b399LeoFandango, invece, trova che la trasposizione cinematografica non sia all'altezza del libro: “Ispirato alle vicende shakespeariane di Montecchi e Capuleti, la saga fantasy-contemporanea ideata da Stephenie Meyer racchiude in sé passione, azione, suspence e fantasia. Forse non quanto il successo mondiale ottenuto dall'opera possa far pensare, ma la qualità c'è. Nel film invece no. Molto spesso il pubblico non si accorge di quanto potere potrebbe sprigionare se solo si decidesse ad agire in maniera compatta. La saga di Twilight è la prova tangibile che le persone (in questo caso di i Twilighters), se si alleano, riescono a tramutare l'argento in diamante. I film invece dimostrano che non serve per forza l'argento. Basta anche la latta”.

4dc57cdcc1314f00f5d7cf02bf17ac51Anche Jimmuzzu trova il tutto (libro e film) un po' noioso e prevedibile: “l seguito di Twilight! Vampiri! Vergini! Lupi mannari! Gobba a ponente! Luna crescente! Raramente mi capita di interrompere una trilogia. Anne Rice e Sophie Kinsella lo sanno bene e se ne approfittano. Ma la lettura di New Moon è stata così faticosa da indurmi a una decisione storica: sfidare la superstizione e piantarla lì. Una scelta ardua. È così consolante immedesimarsi in un personaggio, o in più personaggi, essere risucchiati da tutto un universo, una cosmogonia. È come avere la febbre e seppellirsi sotto le coperte. L'importante è che tutto quell'insieme del cavolo si regga su basi solide. O non sia tenuto insieme con lo sputo almeno. Se la Meyer avesse sputato un po' di più, se il suo gioco non fosse stato così scoperto, forse non mi sarei arreso [...] sforzati di andare più in là di Romeo e Giulietta.  [...]Il film almeno ha un pregio che il libro non ha: dura solo due ore. Per il resto, ne è una replica fedele, soprattutto in termini di prevedibilità. Stessa atmosfera del primo capitolo, stesso verde, stessa foresta, stesse piogge”.

Voi l'avete visto? Che ne pensate?
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tags: cinema, film, vampiri, twilight, stephenie meyer, new moon



mercoledì, 18 novembre 2009
L'iniziativa di privatizzare l'acqua ha sollevato una forte discussione anche all'interno della blogosfera. Ecco cosa pensano alcuni blogger di Splinder. Vi invitiamo a dire la vostra nei commenti.

36d7a0e3390f3b45ed3159a2a8b179e7Fabrizio Summonte cita il Cantico di Frate Sole di Francesco d'Assisi – Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua, la quale è molto utile, umile, preziosa e casta – e chiosa “San Francesco non ci aveva pensato. Ma se fosse possibile adeguare ai tempi moderni il "Cantico delle Creature", bisognerebbe aggiungere anche che l'acqua è cara. E che sempre più diventerà privatizzata: un concetto che i fraticelli d'Assisi avrebbero faticato a comprendere, o semplicemente a immaginare. Eppure la privatizzazione dell'acqua sta arrivando. Un po' alla chetichella, come sempre, infilata in uno di quei decreti-legge che il governo definisce "omnibus", dove ci si trova di tutto. Questo è il decreto legge 135 del 2009 sugli obblighi comunitari, presentato dal ministro per l'Europa, Andrea Ronchi, che contiene di tutto, norme sugli spot telefonici e sull'Expo di Milano, sulle farmacie e le lampadine ecologiche.  Su questo decreto-legge, già approvato il 4 novembre dal Senato, il governo ha chiesto alla Camera un voto di fiducia, per evitare cambiamenti, azzerare il dibattito parlamentare e le perplessità, trasversali agli schieramenti”.

39c9cc885f8b94a2ab6ec512706625c5LEXDC prova ad immaginare il cosa potrebbe succedere da tale privatizzazione: “Molti studiosi hanno messo in evidenza come il problema degli approvvigionamenti idrici sarà la grande emergenza e la causa di conflitti nel mondo nei prossimi anni. E noi, che fino ad oggi viviamo in pace [...] ci portiamo questa emergenza in casa che già dove operante ha causato gravi danni alla popolazione [...] I primi ad avere danni saranno quei comuni e quelle regioni dove il servizio pubblico è ottimo e non ci sono problemi. Agli altri andrà ancora peggio”.

946b12347aeb6b4fc9d6a47b33bbff64Non fa sconti nè a destra dè a sinistra steve66carpiano che, dopo aver riportato un lancio dell'ANSA, commenta: “La privatizzazione porterà inevitabilmente – questa è storia, economia, non ideologia – un innalzamento dei prezzi, e non porterà per forza un miglioramento del servizio. Vergognoso che il centrodestra in Italia voglia compiere un simile delitto contro l'umanità per questioni biecamente economiche. Vergognoso che l'opposizione abbia permesso si arrivasse a questo punto. Vergognoso che le amministrazioni locali che si sono opposte siano pochissime.”


9503b417f6e1d74025cd0b8871df3579Paol84, nel suo blog Ambiente Online, illustra alcuni dettagli del decreto e auspica che le opposizioni votino no in maniera compatta: “Nel Decreto si dice che dovrà essere garantita la proprietà pubblica del bene acqua, però verrà gestita dai privati, attraverso gare e appalti pubblici. Siccome noi sappiamo come funzionano in Italia queste gare d'appalto, immaginiamoci cosa succederà. Il Decreto, inoltre, prevede che verrà affidata la gestione "in house" soltanto per deroga o in situazioni eccezionali. Secondo l'opposizione questa formulazione apre la strada alle privatizzazioni. Ma anche la Lega, qualora l'articolo 15 non dovesse cambiare, sarebbe pronta a votare contro, per via delle loro posizioni sempre favorevoli all'acqua pubblica (stando a quanto dice Marco Reguzzoni, Deputato della Lega). Sarebbe davvero umiliante l'assenteismo di tanti deputati del PD. Le opposizioni votino NO compatte, senza assenteisti, poiché questo provvedimento non deve passare. Vota NO anche la Lega, quindi non vorrei che mancassero. Voi cosa ne pensate?”

Della privatizzazione dell'acqua ne parlano, tra gli altri, anche Giuseppe Civati, e i blog Gli uomini di una volta, Il Pollo della Valtiberina.
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tags: acqua, privatizzazione dellacqua, decreto ronchi



martedì, 17 novembre 2009
Si è aperto ieri a Roma il Vertice sulla Fame della FAO, assise plenaria che è possibile seguire anche in streaming sul web. Prima di tutto, come segnala anche R70 del blog CucinaSMS, vi invitiamo a firmare l'appello della FAO per esprimere il nostro sostegno alle politiche a favore di una soluzione reale dei problemi relativi ad una più equa distribuzione delle risorse nel mondo. Debellare la vergogna della fame, infatti, è possibile.

3a355cd2991950d0374e93e43e8b9e6bGiampiero Catone riporta un testo di Paola Alagia in cui si fa il punto della situazione: “Sono oltre un miliardo le vittime della fame nel mondo, secondo le ultime stime dell’agenzia Onu. E proprio per dare nuovo impulso alla lotta contro la malnutrizione, lunedì prossimo si aprono a Roma, nella sede della Fao, i lavori del Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare. Un summit convocato dalle Nazioni unite per tentare di mobilitare la volontà politica necessaria per aumentare gli investimenti in agricoltura e dare nuovo vigore all’impegno internazionale contro la fame. Oltre 60 tra capi di Stato e di governo hanno assicurato alla Fao la propria presenza.”

15cfd4603e964fed58805f0a08a22b59A proposito degli interventi dei capi di Stato, Fruimex riporta parti del discorso di papa Benedetto XVI mettendo in evidenza le considerazioni sul mondo rurale: “Il Papa ha anche invitato a non considerare il mondo rurale, in maniera miope, come una realtà secondaria e a favorire l’accesso al mercato internazionale dei prodotti provenienti dalle aree più povere, oggi spesso relegati a spazi limitati. Per fare ciò, ha suggerito, è necessario sottrarre le regole del commercio internazionale alla logica del profitto fine a se stesso, orientandole a favore dell'iniziativa economica dei Paesi maggiormente bisognosi di sviluppo. Non si devono poi dimenticare – ha sottolineato il Papa – i diritti fondamentali della persona tra cui spicca il diritto ad un’alimentazione sufficiente, sana e nutriente, come pure all’acqua; essi rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare da quello, primario, alla vita”.

aa2e6ef6d3c031c3edd3766344f14966Amaro il commento di pieroC: dopo aver elencato i vari proclami, così conclude: “Questi coccodrilli piangenti, parlano ma nessuno rinunzierà ai propri privilegi, non il Papa che trattiene 8 per mille invece di inviarlo ai paesi poveri, non il direttore della Fao che utilizza molto più della metà delle risorse per gli stipendi (non certo da fame) per impiegati, dirigenti e funzionari FAO, nè l'ONU e tanto meno Berlusconi che potrebbero dare le risorse molte volte promesse, non parliamo poi dei Grandi assenti così solerti a salvare le banche e la finanza dei furbi o approfittare di questi aiuti per smerciare armi e niente cibo. Infatti non è previsto alcun impegno finanziario. (solo chiacchiere)”.

Dell'idea che si tratti solo di chiacchiere è anche vadelfio nel suo sintetico post dedicato alla questione.

692ed0a2014e9c7f92ed0dd3f3d0b482Infine fishska mette in risalto un parallelo tra il vertice FAO e quanto si discute nel nostro Parlamento: “Mentre al vertice FAO parlano di fame nel nostro parlamento, oggi, si parlerà di sete, infatti si discuterà del DDL che potrebbe dare il via alla privatizzazione dell'acqua facendo diventare uno dei beni fondamentali per la sopravvivenza dell'uomo l'ennesimo business per ingrossare le tasche di pochi”.
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tags: fao , fame nel mondo, vertice fao, vertice sulla fame, vertice sulla fame



lunedì, 16 novembre 2009
Non si è ancora spenta l'eco della partita di rugby disputatasi sabato scorso, 14 novembre, al San Siro di Milano tra la Nuova Zelanda e l'Italia, conclusasi con la vittoria della Nuova Zelanda.

838bc487d549ff179797b095cc961963Una cronaca appassionata della partita ci è offerta da capehorn: “Cari ospiti, fedeli sodali dell'ovalità del mondo, ora che i riti sono compiuti e un allegro terzo tempo consuma il suo doveroso impegno, soffermiamoci su quanto è successo. Innanzitutto un colpo d'occhio impressionante. Quasi 83.000 spettatori e nella Scala del calcio. Nello stadio che pone il proprio nome accanto a quelli illustri del Camp Nou, Old Trafford, Maracanà, Wembley o il Santiago Bernabeu. Ma più che l'altisonanza del nome sottolinerei il numero degli spettatori. Una muraglia umana che con foga e senza risparmio si è opposta come sedicesimo uomo, alla nera marea degli antipodi. Pur non calcando il campo quel sedicesimo uomo è stato onorato dai compagni con una robusta e buona prestazione. Perché se il punteggio ci penalizza, abbiamo dimostrato che la paura di quelle maglie nere, era rimasta negli spogliatoi”.

Schermata 2009-11-16 a 09.57.20In un'ottica diversa più ampia l'evento mobytrick più ampia inserendovi anche la partita Italia-Olanda che si è tenuta la sera dello stesso giorno: “Sabato sportivo. Due avvenimenti sopra gli altri: la partita di rugby e quella di calcio. La partita di rugby viene disputata a Milano, mentre quella di calcio a Pescara. Così che il calcio si faccia vedere un po' vicino ai terremotati d'Abruzzo. Ora bisogna proprio essere digiuni di sport per non vedere un macroscopico sopruso. Se c'e' una città ove proprio il rugby supera in popolarità - e di molto - il calcio, ebbene questa città è proprio l'Aquila. Per cui la partita con lo squadrone neozelandese avrebbe duvuto essere disputata proprio nel capoluogo abruzzese. Invece lì sono andati i calciatori.”

1a47676f74a2c9a91a9c2fde2ed7277dUn simpatico aforisma sulla rete ovale, invece, ce lo offre ilmorris: “Mi diverte guardare giusto quei dieci minuti di rugby, ogni tanto. Sembra di vedere una partita di calcio, così come vorrebbero disputarla certi tifosi”.


Infine, i più curiosi potranno avere maggiori notizie sul testo e sulla storia dell'Haka grazie a un post di qualche tempo fa del blog No mas.
 
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tags: rugby, all blacks, haka, san siro, italia-olanda, italia-nuova zelanda



mercoledì, 11 novembre 2009
foto giovanni pipernoOggi intervistiamo Carolina Cutolo, autrice del blog Pornoromantica e del libro omonimo che ha avuto molto successo. A distanza di tempo dalla pubblicazione del libro (due anni) e dall'apertura del blog (ben sei anni) le chiediamo un bilancio e ci soffermiamo a parlare con lei di scrittura in rete e per il cartaceo.

Carolina Cutolo prima e dopo il blog e il pornoromanticismo: com'è  cambiata?
Il principale cambiamento nella mia vita è stato trasformare la scrittura in un lavoro vero e proprio. Questo è stato un passaggio molto importante per me, non solo perché finalmente vengo retribuita per un'attività "creativa" che amo, ma anche perché ho scoperto che lo scrivere, se si fa del proprio meglio, ha pari dignità professionale di qualsiasi altro tipo di mestiere. Dal punto di vista della scrittura invece il blog mi ha insegnato da una parte a confrontarmi con l'attenzione dei lettori, a rispettarli e dall'altra a sforzarmi sempre di avere uno sguardo il più possibile lucido e distaccato su quello che scrivo, a mettermi in discussione e a migliorarmi di continuo, una cosa che spero di non disimparare mai.

Ricordi cosa pensavi il giorno in cui hai aperto il tuo blog su  Splinder? Immaginavi un grande successo come quello che hai avuto?
Ricordo molto bene le mie sensazioni nel giugno 2003, quando ho aperto il blog, perché ero elettrizzata dall'esistenza di una piattaforma pubblica su cui postare i miei scritti. Fino a quel giorno avevo sempre torturato amici e parenti perché leggessero le cose che scrivevo e mi dessero un parere, dall'apertura del blog in poi invece avrei avuto finalmente dei lettori sconosciuti che non erano motivati dall'affetto a dedicarmi il loro tempo e la loro attenzione, quindi non solo potevo ricavarne dei feedback autentici (non c'è lettore più spietato del lettore sconoscito del tuo blog) ma era per me una straordinaria occasione di mettermi alla prova, una sfida continua il cui obiettivo era catturare l'attenzione del lettore casuale fino alla fine di un mio scritto e magari spingerlo a commentare e a lasciarmi così le sue impressioni. Una palestra di scrittura formidabile e non ultimo completamente gratuita. Quindi chiaramente non avrei mai immaginato neanche nelle mie più ardite fantasie di pubblicare un libro che avrebbe venduto 50.000 copie!

A distanza di due anni dalla pubblicazione di Pornoromantica, ti va  di fare un bilancio?
Il bilancio di oggi è senza dubbio molto positivo, ho raggiunto quel minimo di visibilità che mi permettere di avere un pizzico di attenzione in più dalle case editrici e dai media, continuo a scrivere narrativa, sto completando un romanzo, e lavoro a sceneggiature per i fumetti, che sono un'altra mia grande passione da sempre. Il blog mi ha permesso di realizzare un sogno grandissimo, e il tutto senza avere conoscenze strategiche, senza raccomandazioni, e senza soldi, che non è cosa da poco, tanto più di questi tempi. Internet continua ad essere un mezzo orizzontale e aperto a tutti, e forse uno degli ultimi baluardi della democrazia, visto che per me il passaggio è stato molto logico e trasparente: apertura del blog, lavoro sulla scrittura e sul contatto coi lettori, numero di contatti che aumentano vertiginosamente (e inaspettatamente!), la stampa che se ne accorge e mi dedica spazio, le case editrici che mi scoprono grazie alla stampa e mi contattano per propormi una pubblicazione cartacea. Ancora adesso mi sento un po' una cenerentola della blogsfera!

Quali sono le differenze principali tra lo scrivere su un blog e lo  scrivere un libro?
Il blog ti permette di avere un rapporto con i lettori in tempo quasi reale, quindi quando hai ancora il testo ancora freschissimo nella tua mente oltre che sulla piattaforma pubblica. Questo ti permette di modificare il testo anche "insieme" al lettore, grazie a spunti raccolti tra i commenti pubblici sul blog. Sono molto grata agli innumerevoli lettori che sul blog Pornoromantica per anni si sono relazionati con me e tra di loro nel discutere di volta in volta i testi e gli argomenti da me lanciati.

Con il libro invece i tempi sono enormemente più dilatati, da quando scrivi l'ultima frase a quando la leggerà il primo lettore passano mesi, a volte anche anni, quindi le impressioni dei lettori ti arrivano molto dopo, a volte quando il testo dentro di te è già superato da tempo, cioè quando hai la sensazione per esempio che quelle stesse cose oggi le avresti scritte in modo diverso, o magari chissà, forse non le avresti scritte affatto, succede, ci trasformiamo continuamente per fortuna. Il vantaggio del libro però è che ti costringe a mettere il punto, a fotografare un momento del tuo percorso, a concentrarti su un solo lavoro di più ampio respiro. Come lettrice poi subisco il fascino romantico dell'oggetto libro che per un vero amante della lettura non sarà mai rimpiazzato dal digitale, un libro è una specie di oggetto magico, capace di sprigionare un silenzio sonoro e fuori dal tempo che non solo è diverso da libro a libro ma anche da persona a persona.

Qual è stato il commento più bello che hai ricevuto per un tuo post? 
Il più bello non saprei. Ma una ragazza una volta mi ha ringraziato perché diceva che avevo dato voce a qualcosa che era dentro di lei ma non era mai riuscita a formulare. Ne sono stata molto felice. È una cosa che capita anche a me a volte quando leggo ed è bellissimo quando succede.

E quale il complimento che ti ha spiazzato di più per il tuo libro?
Intendi il più brutto? Nel blog ce ne sono in quantità industriale, sono piuttosto orgogliosa di poter dire che in tanti anni di blog non ho mai cancellato un commento. Quando si dà voce a tutti bisogna essere capaci di sopportarlo. All'inizio quando venivo attaccata con frasi del tipo: "Che schifo, una ragazza non dovrebbe esprimersi così volgarmente" (uno dei più gentili), ci rimanevo male, mi domandavo cosa di me poteva aver dato fastidio al punto di scatenare reazioni così negative e rabbiose. Poi ho capito che la rabbia era qualcosa con cui io non avevo niente a che fare, e semplicemente ho smesso di rispondere ai commenti aggressivi, ho pensato che pur avendo diritto di esprimersi in fondo non mi riguardavano. Ho sempre ringraziato invece le critiche intelligenti e lucide, pure se spietate, che come dicevo fin dall'inizio sono state per me molto preziose.

Tu sei più una lettrice di blog o di libri?
Decisamente più lettrice di libri, lavoro già tanto di fronte al computer che per leggere preferisco il silenzio della carta, al massimo con un disco di Chet Baker di sottofondo.

Nel cassetto ora che sogno hai?
Aprire un piccolo cocktail bar nel mio quartiere e far riscoprire la cultura dei cocktail, come sono nati, cosa significa il loro nome, quali sono gli ingredienti esatti. Mi piacciono i lavori a contatto con le persone e continuo a lavorare come barman. Anche per la scrittura non c'è niente di meglio che restare nella realtà, tra le persone. Se non si vive, e se non si vive con gli altri, si rischia sempre di scrivere astrazioni e banalità.
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tags: intervista, pornoromantica, carolina cutolo



lunedì, 09 novembre 2009
Vent'anni fa cadeva il muro di Berlino, simbolo della cortina di ferro, che per ventotto anni (dal 1961 al 1989) ha diviso in due la città di Berlino. E non solo fisicamente.

692ed0a2014e9c7f92ed0dd3f3d0b482fishska riflettendo sulla caduta del muro e sulla lezione di libertà che ne è venuta, ricorda gli altri muri ancor'oggi presenti nel mondo: “Proprio nel giorno in cui si festeggia la caduta di un muro che praticamente divise in due una città ma simbolicamente divise in due il mondo, vorrei ricordare quei muri che ancora divido città e persone come quelli che si trovano nell'Irlanda del Nord, che separano le zone cattoliche da quelle protestanti e che, come quello di Berlino, sono diventati delle enormi tele su cui le persone esprimono il proprio malessere, e come il muro di Gerusalemme con cui si vuole recintare il popolo palestinese come se fossero degli animali senza dignità e diritti”. E segnala come esistano anche altri tipi di muri: “Poi ci sono quei muri simbolici chiamati intolleranza, razzismo, ignoranza che sono più difficili da abbattere perchè non visibili e quindi da cercare dentro la propria anima, luogo notoriamente ostico da esplorare”.

36d7a0e3390f3b45ed3159a2a8b179e7Fabrizio Summonte
, invece, ci ricorda come fu proprio un giornalista italiano, Riccardo Ehrmann, che incalzando Gunther Schabowski, ministro delle Comunicazioni, riesce a strappare la dichiarazione pratica dell'abbattimento del muro: “Un giornalista come Riccardo Ehrmann, anche se da una vita non fa altro che tradurre veline e comunicati della Sed, non molla la presa. Se c'è un varco, e da quel varco può saltar fuori la notizia, insiste. Alza la voce, quasi paonazzo, come la lucetta rossa sulle telecamere, che continuano a riprendere quella conferenza stampa che doveva essere finita da un pezzo. Q".  Schabowski è sorpreso. Non si sarebbe aspettato tanta veemenza, e soprattutto da un giornalista dall'aspetto familiare, che viveva lì a Berlino Est e frequentava diligentemente tutti gli appuntamenti che il regime comunista riservava alla stampa estera. Per questo decide di rispondergli, e torna a scorrere i fogli che ha in mano, alzando e abbassando lo sguardo. D" l'occhio di Schabowski cade su due parole sottolineate, ab sofort. Da... subito. Subito. Sono le 18.53, l'ora che passerà alla storia. Il Muro di Berlino è praticamente abbattuto”.

5b36c53c73788379300615ceab1b75fbXunder si lascia andare a ricordi personali: “Il mio personale ricordo è una scatola televisiva che mostrava delle immagini inusuali. Popoli prigionieri riscoprivano la libertà e la festeggiavano tra sorrisi e brindisi. Io sentivo, guardavo e partecipavo alla loro gioia. Una vasta e nera dittatura stava cedendo di fronte agli ideali della libertà ed io capivo tutto questo. Di lì a qualche lustro poi i miei studi mi hanno portato a scrivere una tesi di laurea: L’Europa al Bivio (1989-1990). Elementi politici ed economici dell’Unificazione tedesca. E poi uno dice il caso!”

La caduta del muro di BerlinoAnche Rodolfo del blog Natanaele ricorda con emozione la cadura del muro e rammenta un'amica che gli ha regalato un pezzettino del famigerato muro: “A quell'epoca lavoravo ancora in un grande hotel della mia città: erano arrivati nel pomeriggio un ragazzo ed una ragazza di Roma: si erano fermati in albergo per quella notte in attesa di proseguire per Berlino e partecipare alla grande festa della caduta del muro. Mi inviarono da Berlino una cartolina che ancora conservo gelosamente, poi di loro non ho più avuto notizia. Speroo tanto stiano bene. Ma qualche mese dopo, un'amica di famiglia - una ragazza tedesca che studiava nella nostra città - in segno di amicizia mi portò un regalo che definì speciale: all'apertura del pacchetto ecco che ti trovo un bel pezzetto del famoso muro. Vent'anni sono trascorsi: straordinario quel pezzo di muro ancora in casa mia”.

1a47676f74a2c9a91a9c2fde2ed7277dSimpaticamente ilmorris ci parla della caduta del muro di Berlino visto attraverso i suoi occhi di quando era ragazzino e del colloquio avuto con un amichetto: “Hai sentito?Cosa?  – Qualcuno ha aperto un buco nel muro di Berlino.Come?Eh, scavando (mima il gesto di un cane che gratta la terra). –  Quindi?  – Come quindi? Qualcuno ha fatto un buco nel muro di Berlino, e ora le persone stanno passando dall'altra parte. Una cosa che neanche Totò e Peppino”.


 
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tags: berlino, muro, muro di berlino, caduta del muro



mercoledì, 04 novembre 2009
Fa discutere anche i blogger di Splinder la sentenza della Corte europea  dei diritti dell’uomo che ha accolto il ricorso presentato da una cittadina italiana secondo la quale la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni».  
Benzinagricola coglie l’occasione della sentenza  della Corte di Strasburgo in materia di scuole e crocifissi “per invocare a gran voce anche una sentenza sul testamento biologico, una sulle coppie di fatto, una sulla fecondazione assistita e poi, già che ci siamo, a me piacerebbe tanto beccarmi sulla capoccia una simpatica sentenza anche sull'incompatibilità tra incarichi pubblici e i precedenti penali, nonché una bella bella sul conflitto di interessi. Non è per qualcosa. E' che noi abbiamo Bondi e la Binetti, Casini e Rutelli, Gasparri, Borghezio e Calderoli.”
Lo stesso punto di vista quello di IblisMalver:  “L 'argomento sinceramente non è nuovo, e a dirla tutta nemmeno dei più interessanti. In realtà ci sarebbe poco da discutere: il crocefisso nelle aule è un atto di prepotenza puro e semplice, con il quale il Vaticano Spa mette il suo marchio nelle aule italiane con la tacita compiacenza dei nostri politici. Nelle nazioni civili ed evolute non esistono nei luoghi pubblici simboli religiosi, proprio perché la religione è un diritto di tutti, anche di coloro i quali non sono cristiani. Personalmente non ricordo di aver visto in America, o in Inghilterra, e nemmeno nella tradizionalista Spagna, un luogo pubblico che facesse bella mostra di simboli religiosi, di qualsiasi religione fossero.”
Di tutt’altro parere AnnaV che vede la sentenza della Corte europea come una terribile umiliazione  per la nostra cultura e la nostra nazione. “ Una corte europea che domani potrebbe chiederci anche di smettere di parlare o di studiare a scuola l'Italiano perché c'è una certa signora finlandese che decide di non aver voglia di insegnare l'italiano al suo bambino che vive in Italia. Certo sembra paradossale... ma cosa possiamo aspettarci da un'Europa che ha deciso di intromettersi negli affari interni dei vari popoli che la costituiscono? Da quel che mi risulta solo l'Irlanda, la Gran Bretagna e la Polonia hanno posto come condizione che le leggi e le tradizioni del loro popolo dovevano essere salvaguardate. Noi italiani no. E non per colpa nostra giacché nemmeno siamo stati coinvolti in un referendum perché si chiedesse il nostro parere.”
Opinione in linea con la sentenza europea quello di cipacipa2 anche se cattolico: “L'Italia è un paese ateo dove tutti sono liberi di credere al proprio Dio, che sia esso Budda Geova o Maometto, quindi in un qualsiasia ufficio pubblico non dovrebbe esserci né Crocifissi, né immagini di qualsiasi Dio. Anche se "A MODO MIO" sono Cristiano, credo in Dio e quando dentro di me sento un "richiamo" vado in chiesa, ma nessuno deve obblicarmi nel confessare oppure ad andare per forza ad ascoltare la messa domenicale, io prego quando sento un qualcosa dentro di me.”
Trova una decisione giusta quella della corte eropea Jim87 “perché in Italia non abbiamo una religione di stato e io non devo essere obbligato a trovarmi di fronte qualcosa in cui magari non credo. Reazioni di tutti i cattolici è stata quella di dire che è un atto barbaro nei confronti della nostra cultura e radici ed è una discriminazione nei confronti di chi crede, ma nessuno vieta di portarsi dietro un crocifisso solo di non esporlo in luoghi frequentati da altre persone. Perché non tutti credono. Ecco che si ritorna al punto iniziale, che quando si parla di religione si deve sempre mettere a tacere ogni cosa, perché si va a offendere chissà quale dignità. Di chi lede la dignità? Del credente non credo, voglio dire non credo che non vedere un Gesù in croce enfatizzi dubbi mistici. Al contrario si ha un condizionamento in colui che viene da una mentalità religiosa diversa, specie nei bambini che sono facilmente influenzabili specie se indottrinati da persone guida e di riferimento come può essere un maestro. Questo non è accettabile.”
Provocatoriamente propone l’abolizione del Natale holdenC “Il Natale, per esempio. Come si può nel 2009 continuare a vessare bambini e adulti imponendo loro come festività collettiva una festività religiosa? Non basta certo vietare il presepe nelle scuole, come già qualche solerte preside ha fatto. È ora di abrogare questa festa. Se la festeggino i cristiani a casa loro. Se poi vogliamo salvaguardare il diritto alle ferie di tutti, allora per lo meno cambiamole il nome in “Giornata transnazionale dello scambio dei doni”. Qualcuno in Europa si muova.
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tags: scuola, attualita



lunedì, 02 novembre 2009
Nel giorno di ognissanti si è levato un coro tra i blogger di Splinder per ricordare Alda Merini, la più grande poetessa italiana contemporanea.
Molto toccante il ricordo di flaviablog “Di lei, confesso, ho il ricordo di una sensibilità acuta ma di una persona sciatta, disadattata e lo confermano certe foto delle riviste, che hanno violato con il suo permesso la sua intimità, mostrandocela. Lei stessa, si è spogliata integralmente, in una nudità che ho molto amato per la sua scomposta fierezza. Certo, non è il tempo a spegnere ardori, amori, sensibilità, dolore. Viviamo in una società che anestetizza il senso della realtà. Siamo vittime di una costante scomposizione in tessere del nostro goder la vita. E la vita è anche un corpo non più giovane e forse mai stato bello, secondo certi canoni. Vita è anche disordine per scelta, diceva Brunella Gasperini che un po' di...sporcizia ( polvere, oggetti "a vista" che potrebbero benissimo invece esser ben riposti...) riscalda il cuore. E' vero. Personalmente preferisco case non asettiche, in cui i libri giacciono in pile a volte un po' scomposte e l'ordine resta un'intenzione. Mi piace vedere molta roba che mi parli di chi sia la persona, non rimessa a posto da una colf quotodiana, che ti ravvia i pensieri. Certo, l'ordine è comodo, quello mentale prima di tutto ma si risolve nella mostruosità più soffocante: la freddezza. Nulla è più silenzioso e composto e privo d'orpelli di un obitorio...”
Fioredicollina omaggia con un video colei che riteneva una poetessa in grado di suscitare emozioni uniche con le sue liriche: “una poetessa che ho sempre ammirato molto, una donna che ha molto sofferto ed amato, una donna molto religiosa, che proprio dall'amore, dal dolore, dalla fede ha tratto spunti per le sue innumerevoli ed intense poesie. Ho trovato su YouTube un omaggio sotto forma di cortometraggio (realizzato da Luca Losito), con alcune delle sue poesie più emozionanti. Ho scelto proprio questo perché oggi è la giornata dei Defunti e c'è bisogno di Fede in questo periodo più che mai.”
Dalla sua scomparsa, secondo steve66carpiano,  siamo un po’ più soli “E' nata il primo giorno di primavera, è morta nel giorno di tutti i santi - lei che la santità la traeva dal suo sguardo poetico, quindi tragico e lieve, sul mondo. La incontrai tanti anni fa, e di lei mi colpì soprattutto la fanciullesca leggerezza dello sguardo pensoso, malinconico e nello stesso tempo pieno di vita - di quella vita che aveva vissuto davvero, e che le aveva inferto ferite indicibili. Ma lei, le parole per dirle, le trovò, e le gridò al mondo, vincendo - da poetessa (al femminile, con tutta la carica umana e fisica, sensuale, erotica che ciò in lei significava) - la pochezza dell'umanità che la imprigionò.”
Un’altra commovente lettera quella di mistake2 ad Alda Merini: “Se a Milano c' ero domani, dopodomani, poi no perché sarebbe stato troppo tardi sarei venuta Alda. A lasciarti un fiore. A sussurrarti una delle tue splendide poesie. Mi ricordi me, da sempre. Nei pensieri sprofondati nella merda. Che puzzano ma che danno di buono. Nella vita bianco/nero ma con qualche voglia sempre di colore. Nel sogno d'amore delle nostre poesie che così si chiamano perché non servono a niente se non ai pazzi. I pazzi sono sempre ottimi vicini di casa. Sarei venuta a vederti cara Alda. Almeno una volta. L'ho saputo però troppo tardi.. .che non ci sei più.”
La ricorda con una delle sue splendide poesie unattimoprima: “Potrei perdermi in mille giri di parole, ricordare chi era e cosa fece, invece voglio solo pensare alla mia compagna di tanti viaggi e di qualche notte insonne, a colei che scopri adolescente per caso e non lo nego fu subito amore.”
LaltramareaLuna scrisse una poesia  quando comprese che la follia apparteneva all'Amore ed oggi la pubblica per dedicarla ad Alda. “Quando trovavo le sue parole come cura, balsamo dolce a certi morsi affondati non solo nella carne, che questa col suo decorso prima o poi si sana. Ma lì, in fondo, dove non si vedono certe lacerazioni, certe cicatrici, lì dove il silenzio non stanca le parole di un dolore muto.  Lì dove la violenza ha inflitto il suo colpo preciso la poesia arrivava come alito lieve, come carezza, volto di un angelo, come abbraccio, come dono e riportava la promessa della primavera che nessuno può  impedire ad un fiore di nascere dal segreto della terra.”
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tags: morte



martedì, 27 ottobre 2009
In questi ultimi giorni gli ultimi risvolti della scandalosa vicenda di Marrazzo ha incrementato i pruriti del gossip sulla scena politica. Sembra che la triste stagione del sexygate non accenni a terminare!  Anche i nostri blogger non si sono risparmiati nel commentare la grottesca situazione che ha visto protagonista il presidente (ormai uscente) della Regione Lazio.
Le conclusioni di DavidGilmour75 sulla vicenda Marrazzo:”inizio a sentire una puzza che in Italia non si annusava dagli anni d’oro ( piombo? ) del Divo e spero vivamente che il tutto ( se pur sporco, vile ed ignobile ) si riassuma ad un bieco pestaggio mediatico ed al massimo a qualche eliminazione pre-elettorale dello sfigato di turno. Il solo pensiero di ripiombare nello stragismo degli anni ’80-’90, fa ribollire d’angoscia il sangue del vostro affezionatissimo, anche se i presupposti sembrano gli stessi: Declino del Patriarca di turno, riorganizzazione mafiosa e riassetto dell’opposizione. In conclusione fratelli, dedico il brano di oggi al nuovo segretario PD, anche se le ultime parole le ho serbate per il buon Marrazzo, colpevole in questa annosa vicenda solo di due cose: Aver usato la macchina di servizio e non aver denunciato subitamente l’estorsione. Il resto son cagate cattolico-popolari per i soliti gossippari ( circa il 70% della popolazione italiana ) che cercano nella merda fuori da casa loro, il rifugio ai quotidiani escrementi che sovrastano le loro vite.”
Per Douglass la politica non deve essere giudicata dalle tendenze sessuali ma dai fatti:  “La vicenda Marrazzo fa riflettere su come in questo Paese si faccia un uso della privacy a seconda della connotazione politica. Guardare nel buco della serratura di Berlusconi è politicamente corretto, mentre in quello dei detentori della questione morale è un attacco politico. E anche un reato. Tant’è che i quattro carabinieri che pretendevano 80 mila euro, per non diffondere il video in cui il governatore del Lazio veniva colto in atteggiamenti intimi con un trans, sono stati arrestati. Un concetto deve essere chiaro: la vita privata di ogni cittadino non deve essere violata. Questo vale per Marrazzo come per Berlusconi. E invece si usano i due pesi e due misure. Sono mesi che sui giornali, nostrani come in quelli internazionali, si parla delle escort del Cavaliere, come di un fatto gravissimo, chiendendone le dimissioni. Poi viene fuori la vicenda di Boffo, ex direttore dell’Avvenire, con tendenze sessuali particolari e a chiudere la trilogia questa di Marrazzo, anch’egli con appetiti sessuali politicamente scorretti.
Difende Marrazzo cizou e sottolinea l’assoluta differenza tra la sua situazione e quella di Berlusconi: “direi comunque che tra questa vicenda e quest’ uomo e quelle di Berlusconi e quell’ uomo non c 'è  nulla in comune. Assolutamente nulla; le persone sono completamente diverse, le vicende diverse e i comportamenti oltretutto conseguenti diversi. Marrazzo si è dimesso da presidente della regione Lazio Berlusconi, il cui comportamento amorale va ben oltre la semplice trasgressione privata si guarda bene dal dimettersi, figuriamoci! Marrazzo semmai fa simpatia e un po’ pena, perché probabilmente è vittima di qualche debolezza di carattere o psicologica, in ogni caso sua personale e ha tenuto e tiene un comportamento che nulla lede i suoi elettori o i cittadini del Lazio mi pare. Sono sue debolezze, dovrà vedersela con la sua famiglia e se stesso e comunque si è dimesso! Berlusconi ha commesso dei reati, ha perpetrato queste abitudini in modo plateale, è indagato per reati gravi e sarà ,tanto per cambiare, sotto processo e a tutto pensa tranne che a dimettersi. Mi pare che l uno e l altro non abbiano nulla in comune ,cosa che ovviamente va solo a favore di Marrazzo.
Scrive una lettera a Marrazzo coscio che non riesce a dare un giudizio morale della vicenda: “Eppure c'è qualcosa che non mi torna, non riesco a muovere un giudizio morale nei tuoi confronti. Hai fatto un errore politico imperdonabile: hai ceduto ad un ricatto. Eppure non riesco a disprezzarti. Dice il Piccolo Principe che non si vede che col cuore, che l'essenziale è invisibile agli occhi. E tu sei onesto. Ti ho sempre stimato professionalmente, ho sempre avuto l'impressione che sei una brava persona. E ne sono convinto anche adesso. Vorrei che tu dimostrassi a me, che ho vent'anni, che non è vero che sottostare ai ricatti è l'unico modo di sopravvivere, che si può essere felici anche quando si possiede tutto, soprattutto ora che ti sembra di non avere più niente. Puoi farlo perché, anche se dimesso, sei comunque un politico. Un politico onesto. Un abbraccio forte Antonio”
È invece indifendibile per fishska “perché la sua condotta lo ha reso ricattabile e perché quando poi è stato ricattato non ha denunciato il fatto. Sicuramente ci sono dei distinguo tra Marrazzo e Berlusconi dal momento che il primo ha subito ammesso le sue colpe mentre il secondo continua a negare tutto tirando fuori ogni volta una versione differente dell'accaduto; Il primo si è autosospeso dalla carica mentre il secondo non ci pensa assolutamente di lasciare; soprattutto Berlusconi si professa seguace del motto Dio, Patria e Famiglia ma la sua vita privata contrasta vistosamente con questo motto e con le sue scelte politiche. Quindi trovo giusta l'autosospensione di Marrazzo e, come nel caso di Berlusconi, non trovo assolutamente questa una intromissione nella sua sfera privata. Comunque questa vicenda ha avuto il suo aspetto positivo: ha risvegliato nei destri il loro orgoglio macista rendendoli fieri del loro andare a puttane mentre i sinistri vanno a trans, come se la perversione fosse nel sesso della persona che si paga e non nel pagare per fare del sesso.”
Un’analisi dal punto di vista di un omosessuale quella di simoreis “Che brutto dev'essere chiedere pietà a 4 ricattatori-ladri-bastardi in divisa, piagnucolando come un bambino spaventato preso con le mani nella marmellata: "vi prego, non mi rovinate".  A 50 anni suonati, nudo. […]Ripenso a quello che anni fa mi diceva un amico, la Skiffer, che mentre io mi ingegnavo a nascondermi con amici, parenti e colleghi viveva sereno e trasparente la sua omosessualità con tutti e dappertutto: la verità rende liberi.  Sì, Marrazzo, la verità rende liberi. E onesti: specie con le persone che si amano. E, ancor prima, con se stessi.”
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tags: politica, attualita



giovedì, 22 ottobre 2009
UP
L’ultimo cartone animato della Pixar al cinema dalla corsa settimana sembra avere messo d’accordo tutti i blogger che sono andati a vederlo: un film commovente e divertente.
Daddun lo definisce un capolavoro, un gioiello di tecnica e raffinatezza, impreziosito dalla tecnica in 3D. “Gli sceneggiatori del film hanno fatto il miracolo di miscelare questi momenti, passando dalla spensierata allegria (qualcuno ha detto "scoiattolo"??) con altri decisamente commoventi e tristi, riuscendo ad offrirci un film capace di stringere il cuore e sollevare l'anima. Un capolavoro.”
Una bellissima sorpresa per puffoimpiccato che considerava uno spreco di soldi andare al cinema per un cartone animalto: “film STUPENDO. poetico, dolce, romantico, malinconico, irresistibilmente divertente in alcuni tratti. in poche parole...un gran film. ho pianto e riso come non mi succedeva da anni e mi ha messo dentro una allegra malinconia che mi ha reso chiarissimo ciò che è la mia vita ora. mi son reso conto di quanto sono innamorato di mia moglie (oddio che impressione... ), di quanto voglia una vita definita con lei dopo tanto "girovagare".
Consigliato anche da LeoFandango che pensa sia davvero un film meritevole: “Già all'inizio del film ci si accorge che la Pixar non punta a creare la solita pellicola puramente “comica”, ma cerca di trasmettere un messaggio chiaro, forse troppo ottimistico ma molto spesso dimenticato: non è mai troppo tardi per cambiare le cose. Anche se durante la nostra vita dobbiamo fare delle scelte che ne escludono altre, anche se rischiamo di svegliarci una mattina e la nostra immagine allo specchio ci appare quella di un estraneo (assicuratevi però che state guardando in uno specchio e non in una finestra, o magari la Tivvì), anche se tutto sembra già scritto, già detto, già cotto e giammangiato, c'è sempre un'alternativa. Bisogna solo avere la forza per poterla cogliere. “
Jo5ephine non lo ritiene il migliore film della Pixar, ma comunque un film che va visto: “ è divertente, esilarante,  ei  personaggi fanno sbellicare dalle risate:
- i cani parlanti, cristo sono una genialata! interviene un po’ la psicologia sciocca del cane...
- il bambino cicciottello cinese, buffissimo con quello zaino enorme e tutte quelle spillette. Ccoraggiosissimo.
- il vecchietto legato alla sua casa, solo, malinconico per la morte della moglie amata, legato al suo passato e con dei grandi sogni da realizzare… e li realizzerà.
- Kevin... vi dico solo che è la numero uno.”
Passionmovie è andata a vedere UP con la consapevolezza che sarebbe stato carino e divertente, ma non sii aspettava certo di commuoversi entro i primi dieci minuti: “la storia romantica di due bambini che con progetto comune crescono insieme negli anni desiderando avverare il grande sogno della loro vita e della loro infanzia. […]Forse una storia semplice, ma è proprio questa che rende il film speciale e di una dolcezza da sciogliere il cuore! ”
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tags: cinema e prime visioni





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